
1836 – 1968
La storia del marchio Anelli affonda le sue radici molto prima della nascita ufficiale dell’azienda pianistica e inizia con una figura quasi leggendaria: Antonio Anelli, detto “El pitturin”. Nato nel 1795 a Santo Stefano Lodigiano, Antonio era un artigiano poliedrico, capace di scolpire statue lignee, dipingere, dorare candelabri e cornici e rifinire interi apparati decorativi ecclesiastici. Nel 1836 si trasferì a Codogno, dove continuò la sua attività lasciando un segno profondo anche nel Piacentino e nel Lodigiano. Da lui nasce una dinastia di costruttori, più che una semplice impresa.
Nel 1838 nasce il figlio Gualtiero, che cresce seguendo il padre e diventa presto restauratore e costruttore di organi, ma muore prematuramente nel 1880, a soli quarantadue anni, lasciando il figlio Pietro appena diciassettenne. Pietro resta sotto la tutela del nonno Antonio fino alla morte di quest’ultimo nel 1882, evento che lo costringe ad assumersi precocemente grandi responsabilità familiari. Grazie all’aiuto di padre Emilio del convento dell’Osservanza di Faenza, Pietro ottiene i primi incarichi importanti, tra cui la costruzione dell’organo della chiesa di Santa Maria in Regola di Imola, completato nel 1886, la sua prima opera integralmente realizzata.
Nel 1887 Pietro si trasferisce a Genova per lavorare con l’organaro inglese George Trice, impegnato nella costruzione dell’organo monumentale della chiesa della Concezione. Nel 1893, dopo la liquidazione della società originaria, Anelli diventa socio e la ditta assume la ragione sociale “Trice, Anelli & C.”. Uno degli organi costruiti con il sistema Trice viene acquistato dal cavalier Pacifico Inzoli di Crema, ma nonostante il prestigio, la società lavora in perdita e viene infine venduta all’organaro Vegezzi-Bossi di Torino. A quel punto Pietro rientra a Codogno, dedicandosi alla manutenzione di organi e pianoforti, mentre matura una scelta decisiva.
Nel 1896 Pietro Anelli apre una succursale a Cremona, inizialmente in corso Venezia 13 e poi in corso Umberto I, decidendo di abbandonare definitivamente il settore organistico, ormai saturo, per concentrarsi sul pianoforte. Prima di avviare una nuova bottega, viaggia tra Germania e Francia, visitando Berlino, Stoccarda, Braunschweig e Parigi per studiare le grandi fabbriche europee. Il 17 giugno 1909 inaugura ufficialmente la nuova bottega in piazza Filodrammatici, poi trasferita in corso Garibaldi 10. Profondamente legato alla tradizione liutaria cremonese, Pietro suona il violino e intuisce le affinità tra la tavola armonica del violino e quella del pianoforte, avviando ricerche innovative sul suono.
Parallelamente, nel 1907 fonda la Fabbrica di Rulli Musicali Traforati, che nel 1908 diventa First – Fabbrica Italiana Rulli Sonori Traforati. La fabbrica, con sede in via Cesari, coinvolge importanti nomi dell’editoria musicale e dell’imprenditoria italiana e, tra il 1907 e il 1908, pubblica circa mille rulli musicali. Tra il 1910 e il 1912, quindici operaie realizzano ben 3.767 rulli, un risultato eccezionale per l’epoca. Nel 1921 entra in azienda Luigi Nazzari, destinato a diventare una figura centrale nella storia successiva del marchio.
Pietro aveva già depositato il suo primo brevetto nel 1887, ma è dopo la Prima guerra mondiale che l’azienda conosce la sua definitiva consacrazione. Nel 1918 la fabbrica è in grado di produrre cinque pianoforti al giorno e Pietro costituisce ufficialmente la Società Anonima Anelli, con azionisti di primo piano, decuplicando il capitale in cinque anni. Nello stesso periodo realizza il celebre pianoforte “Apollo”, capace di rivaleggiare con i migliori strumenti tedeschi, mentre lo stabilimento arriva a impiegare circa quattrocento operai. Nel 1919 la sede viene trasferita nell’ex cinema Eden, oggi caserma della Guardia di Finanza.
Tra il 1912 e il 1935 Anelli deposita una serie impressionante di brevetti: nel 1912 la tastiera a leva registrabile, nel 1922 il processo produttivo “metalpiano”, nel 1926 la cassa armonica a triplice archetto, fino al brevetto del 1935 per la meccanica a ripetizione. Negli anni Trenta Pietro tenta anche soluzioni avveniristiche come i pianoforti con altoparlanti applicati alla tavola armonica, rispondendo all’avvento della radio. Dopo una sospensione della produzione nel 1931, ottiene l’appoggio diretto di Benito Mussolini, che acquista un pianoforte Anelli per Villa Torlonia, suonato da Alfredo Casella e Ildebrando Pizzetti.
Nel 1930 Pietro porta a termine un’altra impresa storica: l’acquisizione dei cimeli stradivariani di Luigi Fiorini, destinati poi alla nascita della scuola di liuteria cremonese. Pietro Anelli muore il 27 gennaio 1939, lasciando l’azienda al figlio Gualtiero, che diversifica la produzione avviando una linea di fisarmoniche in via Garibotti e riorganizzando il ciclo produttivo. Nel dopoguerra nasce il modello “verticoda”, uno degli ultimi grandi successi del marchio.
Negli anni Sessanta iniziano le difficoltà finanziarie. La società viene acquisita dalla Safem di Milano e nel 1964 è dichiarata fallita, restando in amministrazione controllata fino al 1967. I tentativi di rilancio culminano con la costituzione, il 21 giugno 1968, della Fabbrica Pianoforti Cremona Spa, che però viene sciolta dopo appena un anno. Nel 1970 il marchio “Anelli” viene venduto alla Farfisa, con una ripresa della produzione per circa un decennio.
La vicenda della Casa Anelli, che va simbolicamente dal 1918 al 1968, rappresenta uno dei momenti più alti dell’industria pianistica italiana, capace per cinquant’anni di rivaleggiare con i grandi marchi tedeschi e di fare di Cremona la capitale del pianoforte “made in Italy”, prima che quel mondo artigianale e industriale scomparisse definitivamente.



















